sabato, 30 settembre 2006 ¦ Permalink
categoria :
Mi sono reso conto che c'è una sostanziale differenza fra noi e quella scena monzese di cui si legge sulle fanzine giuste, quelle alla moda, quelle intellettuali.
E non è una critica a questo mondo, è solo la presa di coscienza da parte di uno che è essenzialmente un loser che la scena degli intellettuali è diversa dal fango musicale in cui ci muoviamo noi residui alternative rock.
A Monza ho potuto vedere diverse scene, o meglio, diverse classi di musicisti: ci sono i rapper e le loro trovate interessanti, il loro mondo fatto di produzioni di cd autoprodotti piuttosto costose, realizzati in tempi lunghi, di basi con firme famose nell'underground, e con una necessità di venedere un disco che è un prodotto curato nei dettagli.

Spesso queste realtà differenti si incrociano al FOA Boccaccio dove c'è una nutrita scena punk ovviamente, abbastanza radicale quando parliamo di Hardcore: ormai fuso con il metal, la scena hc moderna richiama ospiti perfino brasiliani, newyorkesi, dall'altra parte dell'italia: qui le fanze sono politiche, sulla scia di quello che è stato negli anni 80 l'eplosione della punkaminazione, il punk radicale, la vendita militante ke ha un fascino oscuro e rivela un mondo a parte dedicato all'impegno sovversivo, in cui i dischi comunicano parlano gridano situazioni al limite nella quotidianità: qui tutto una fotocopia e una lotta per la strada, una scena che non sarà originale, ma pulsa ancora della vita dei centri sociali e dove l'immediatezza (dischi venduti a pochi euro, registrati in poco tempo) è tutto e la sincerità dell'ideale è ancora di più.

Ci sono quei musicisti per i quali la tecnica e la compostezza diciamo sono tutto, e a me paiono come conformisti. Spesso tra le loro fila si cela qualche appena-convertito, che mostra tutta l'ipocrisia dietro il pensare a tutto questo come un qualcosa così, campato in aria, senza sentire la necessità di rinunciare ad atteggiamenti che sono in contrasto con quello che sta facendo. Non è una cosa che impone il genere di musica (molti fra questi sono patiti dell'ultima ora di metal melodico o famigerato prog) ma una cosa ke dovrebbero sentire dentro di sè, una contraddizione che dovrebbero avvertire, se fossero consapevoli del ruolo della musica nella società. Per loro non è nè lotta nè vita è un insieme di regole, e spesso un modo per mostrarsi fighi, gagliardi, perfetti.

Forse è l'unica categoria che non ha ancora colto la grande lezione del punk del DIY, do it yourself, fallo da solo.

L'altro pezzo di scena (il vero oggetto di questa critica) è quello degli intellettuali per cui l'arte è fine a sè stessa e hanno abbracciato la freddezza elettronica volutamente retrò come arte d'intelletto. Loro sono quelli che apprezzano e creano il cosiddetto kitsch, e il culto per un certo yuppismo che per loro sarà stato fashion, per i punk radicali segnò nemico e morte (da questo yuppismo generale vennero gli sgomberi e le campagne dei mass media contro tutto il punk, che decretarono il ritorno sulla strada per molti di questi giovani, con la conseguenza della droga, dell'hiv, del suicidio. Morte reale.).

Questa scena non coinvolge solo chi suona strumenti elettronici: rock band accolgono con piacere questa nuova filosofia, che di nuovo non ha nulla.  L'atteggiamento viene prima di ogni cosa, la forma esteriore ed esterna della musica prima del messaggio non solo del testo, più che altro realtivo a quella vibrazione viscerale della musica presa per conto suo.
L'intellettualismo è spinto sopra ogni altra cosa: anche se spesso non ha alcuna fondamenta, si esprime nel vestiario, nelle scelte di immagine, di come porsi alla gente. In 1 parola, tirandosela.
Non c'è affatto da stupirsi. In questa scena, ognuno para il culo dell'altro non nel modo sano e comunitario dell'hc, dove non c'è differenza fra pubblico e band, dove si sta insieme per lottare, bensì creando una sorta di mafia, di circolo snob, che mi fa pensare a questi individui che si siedono e con aria da finto bohemien si dicono l'un l'altro: siamo artisti, facciamo dell'arte.
L'underground da loro rappresentato è troppo giusto, troppo avanti: sembra sempre all'avanguardia. Loro sono l'avanguardia.
Così anche in presenza di trovate ridicole, poco originali se si conoscono le loro influenze, di atteggiamenti che paragonati alla sincerità cruda a cui io mi sento votato appaiono vuoti e noiosi, si dice: "Oh beh, geniale. E' un artista."

Certo, molte cose possono piacere.
Ma è naturale questo contrasto pochè le 2 scene discendono da influenze che già negli anni 80 erano una opposta all'altra: loro, si affidano allo stampo "CCCP - Fedeli alla linea" in tutto e per tutto (oppure alla Rettore, parlando per esempi più disparati) cioè a un'idea anni 80 del 'punk' modaiolo che la corrente legata al centro socaile occupato autogestito Virus, quella radicale e convinta che è stata per me aria profondamente fresca da respirare (a distanza di oltre 20 anni ehe), ha aspramente combattuto sia attraverso gli individui singoli sulla fine dei 70 dove per assurdo la Oxa era considerata punk per la pettinatura e dove punk voleva dire moda, sia alla metà degli 80 appunto con i CCCP (che anche io ascolto, ma per pura curiosità musicale e non "ideologico") ele band dark, new wave, e di quella loro fastidiosa attitudine di assecondare e vendersi al mercato (ehe).
L'esplosione del new rock (che alla fine è uguale a certa new wave) non fa che ricordare che lo "scontro ideologico" appunto tra i punk legati all'underground e gli appassionati della new wave da locali specializzati (tipici negli anni '80) è sempre stato violento.

Lo scontro quindi c'è sempre stato: e non è come può sembrare intellettuali vs. robbosi.
L'aspetto culturale, letterario, delle cose c'è stato in entrambe le correnti, se da una parte esso è esplicitato da un look e un modo di fare quasi snob (detto in modo ironico, ovviamente), dalla parte dei punk la ricerca letteraria, dell'informazione, dei significati si può appezzare ancora oggi nella fanzine fotocopiate allora come oggi.
Questa  la differenza: c'è che dice facciamo dell'arte e chi gli risponde per me il rock è chitarra-basso-batteria, c'è chi mischia le cose e si atteggia ed è ipocrita, c'è chi si abitua a stare nel "fango" pur di dire ciò che pensa.

E noi CONFUSION IS NEXT dove stiamo?
Malgrado l'evidente apparenza sembri distanziarci almeno per l'aspetto esteriore dal movimento, personalmente siamo più vicini a quel punk sporco, oscuro se vogliamo: ci sono dei discorsi "profondi" anche in noi, ma di certo non passiamo le giornate a vantarcene, nè ci atteggiamo a nuovi artisti moderni.
Questo perchè siamo legati, come band, a un fenomeno che puoi chiamarlo grunge, alternative rock, indie rock, non fa differenza... ma è qualcosa che ti insegna un certo tipo di "umiltà", di stare con i piedi ben piantati nella terra in cui hai cominciato, che ti fa sentire aperto a qualsiasi cosa... certo c'è un grande riflusso per tutta questa musica, eppure col tempo, con le mode e con i nuovi atteggiamenti (del new rock imbastardato con la new wave e palle varie) ce ne sono sempre meno di persone pronte ad apprezzare atmosfere e suoni come i nostri.

Questa non è che una breve descrizione di quella che è la scena cittadina, il resto scopritelo voi.


pensiero astratto di mobbin ¦ commenti (1) ¦ commenti (1) (popup)

martedì, 31 gennaio 2006 ¦ Permalink
categoria :
L'utopia che si nasconde nel credere che la musica possa avere un immediato risvolto, per esempio politico, oppure stile esplosione a livello di coscienza sociale, consiste nel sottovalutare il fatto che il messaggio arriverà solo a un certo numero (ristretto) di persone, e che potrà sortire effetti degni di questo nome nel giro di un certo tempo.
Le reazioni a tempo zero sono, in natura, inesistenti.

Il fatto però di cominciare a pensare a come passare dalle parole ai fatti è di per sè molto positivo. Il rifiuto della maggior parte di noi verso la politica per così dire tradizionale è proprio dovuto all'eccessiva  quantità di parole, cazzate, fiato perso al posto di reali azioni, impegno, iniziative socialmente valide.

Unendo queste 2 semplici constatazioni, cioè <niente è immediato> + <bisogna agire>, si comprende l'importanza dell'azione a livello musicale indipendente come mezzo di comunicazione di bisogni, pensieri, situazioni da soddisfare, prendere in considrazione, modificare.

Il messaggio viene quindi presentato su un piano artistico, a cui poi segue un cosiddetto risvolto sociale...

MUSICA IN RIVOLTA

Cioè canzoni come ordigni che esplodono uno dopo l'altro sul palco, nelle case mentre si ascolta un cd, messaggi che si ricordano e che agiscono da elettroshock su chi li ascolta!!

Benchè possa sembrare ancora che la musica non consista in una vera e propria azione, la concezione fisica della musica, concezione derivata dal punk, può trasformare parole e pensieri in vere e proprie azioni.
Semplicemente la cosiddetta rivolta avviene su un piano diverso: su un palco. Tenendo sempre a mente il vecchio motto dell'hc punk e dell'indie rock in generale, cioè che gli eroi, meglio anti-eroi, sono contemporaneamente sul palco (cioè i musicisti) e sotto (cioè il pubblico), la musica stabilisce un legame fra pubblico e artisti, unendoli e trasformando il concerto in una vero e proprio scambio.

Suonare diventa quindi una vera e propria lotta, uno sforzo fisico, qualcosa in cui darci sotto, andando avanti e non fermandosi davanti a niente: una scarica incessante di emozione e rabbia.
Esprimere tutto il disgusto possibile, l'odio, la voglia di cambiamento per qualcosa, dipende tutto dall'intensità della performance, dalla forza dell'impatto live.
Creare un ordigno sonoro per fare saltare in aria qualsiasi muro davanti a noi. Gridare a testa alta le proprie idee. Espriemere sè stessi.
L'unica possibilità di fare fuoco che abbiamo è questa!
I nostri fucili sono chitarre elettriche, bassi, microfoni, distorsori, amplificatori, rullanti, tom, timpani, piatti, urla...
Insieme al pubblico si può dimostrare a quelli che stanno fuori - schiere di benpensanti, truzzi, ragazzini finti b-boy, fasci, nazi, tutti quelli che ci urlano 'robbosi', tutti quelli che ci odiano, maschilisti, sbirri, squadristi, sbirri fai da te, razzisti, e tutta la merda là fuori - chi siamo veramente, che non abbiamo paura, nonostante il silenzio opprimente dell'esterno, possiamo dimostrare che esistiamo nonostante tutti i tentivi di commercializzare il rock, il punk, tutte le merdose mtv di questo mondo...

A tutti gli arroganti porci di questa società, non sopporto +:
- le vostre false morali, i vostri colletti bianchi;
- le perversioni/deviazioni/crimini che nascondete dietro la vostra faccia   pulita, la vostra vita esemplare, il vostro conto in banca;
- la vostra cosiddetta professionalità, il finto impegno sul lavoro, in     cui pensate solo a pararvi il culo, pulirvelo con carta + soffice, e     cercare di allargarvi sempre di +;
- il vostro finto e interessato patriottismo;
- il vostro senso di giustizia, disciplina, ordine;
- le vostre regole che valgono per tutti tranne che per voi;
- l'emarginazione che operate su gli altri, visti in gran parte come   sbandati, criminali, tossici, terroristi, 'black bloc di merda';
- la vostra reale faccia di consumatori di cocaina, quando la società vede   la vostra dipendenza come normale, e quella di qualsiasi altro morto di   fame come una schifosa malattia;
- I VOSTRI TENTATIVI DI ISTITUZIONALIZZARE LA LIBERTA' ARTISTICA PUNK!!

Per questo, esiste una canzone che si chiama "EVER/OVER".
Per questo, i CONFUSION IS NEXT suoneranno questa canzone a volumi folli.

PER SPACCARVI IL CERVELLO A SUON DI FEEDBACK!!

Reagite ragazzi, se leggete - suonate con il doppio della potenza consentita....
                        matteo.
pensiero astratto di mobbin ¦ commenti (1) ¦ commenti (1) (popup)

martedì, 31 gennaio 2006 ¦ Permalink
categoria :
ASSUMMA era un settantenne
Della SIAE il presidente
Che al culmine della follia
Urlò forte “NO PIRATERIA!”
“quelli che scaricano
musica e filmati
son criminali
e van fermati!
Per una cultura del rispetto
arrestiamo ogni ragazzo sospetto!”
Il rispetto, caro infame,
è cosa seria, non solo parlare:
ma un avvocato fanfarone
in realtà non può sapere
cosa l’arte può significare
per chi non la guarda da industriale.
Per voi è solo mercanteggiare,
un magna magna, un guadagnare:
l’arte è mente e sovversione
è cosa libera, non va in prigione!
Presto o tardi ti faremo capire,
non diciam come, ma lo puoi intuire,
cosa un artista deve subire
quando la sua arte si va a scontrare
contro il muro della SIAE.
Saran rivolte e dolori,
ora tolleranza zero,
contro la vostra ipocrisia
il boicottaggio è l’unica via!!


pensiero astratto di mobbin ¦ commenti ¦ commenti (popup)

giovedì, 12 gennaio 2006 ¦ Permalink
categoria :


Questa iniziativa va al di là di ogni colore bandiera e antibandiera politica. E' un atto dovuto per imporre a un ente mafioso qual è SIAE le nostre necessità e soprattutto la nostra libertà, anche se è considerata illegale.

Riassunto: Assumma, avvocato 70enne neo presidente SIAE, annuncia con piacere le ingenti entrate economiche che le suonerie per cellulari stanno fornendo e condanna la piccola pirateria privata formata dai ragazzi che scaricano musica. Le sue intenzioni sono di punire anche questi individui come pirati. Assumma dice di voler creare istituendo questa repressione della pirateria una cultura del rispetto.

Secondo noi, vuole solo instaurare un'industria tutta all'italiana (una truffa bella e buona) sul mercato della musica, basato sulla repressione e sullo sfruttamento della realtà indipendenti e alternative, favorendo la diffusione della musica commerciale e campione d'incassi: la repressione della pirateria mira a cercare di scoraggiare il file sharing, quasi facendo sembrare SIAE un'istituzione ligia al preservare gli artisti, quando è una società che fotte gli emergenti da tanti punti di vista.

Esempio? Provate un po' a cercare di far passare un vostro pezzo su una emittente radio che si offre allo scopo. Noi ci abbiamo provato e ci è stato detto che senza le autorizzazioni SIAE, senza esservi registrati potremmo finire nei guai. Disinformazione? No, affatto. Come cita la rivista hi-fi "Suono" e molti altri documenti di internet, uno non può neanche crearsi una emittente online e trasmettere la PROPRIA MUSICA NONOSTANTE NE SIA IL PROPIETARIO. Deve chiedere alla mafia e al boss Assumma il permesso, da bravo picciotto.

Sì come no. NON INTENDIAMO ACCETTARE QUESTA SITUAZIONE SCHIFOSA!!
La mafia di Assumma, i guadagni di cui si vanta mostrano solo che un avvocato con manie da industriale non può occuparsi di un ente che dovrebbe tutelare l'arte ma che non fa altro che ostacolare sia chi la produce, sia chi ne fruisce.

Penso che la gente sarebbe più che felice di acquistare più cd originali.
Ovvio si scaricherebbe ancora... ma è stato dimostrato che non è il file sharing a creare danni nella musica.
Ovvio che la colpa non va solo a SIAE, ma a case discografiche, manager, e grossi nomi (dimmerda!) del biz. Quindi la soluzione è...




BOICOTTAGGIO



Se questi signori artisti famosi (che di soldi non hanno proprio bisogno) NON INTENDONO USARE LA LORO INFLUENZA PER FARE CAMBIARE LE COSE, allora boicottiamo i loro prodotti, nel senso: non acquistateli! Scaricateli e spacciateli in giro, ovvio, GRATUITAMENTE. Lo scopo non è guadagnarci ma rovinare questi infami. Questa è l'accusa che ci viene fatta: quindi rendiamola una cosa reale. Questo è quello che volete? Questo è quello che avrete.

ESPROPRIAMO LA MUSICA A CHI CE LA VUOLE VENDERE A CARO PREZZO.

Al contrario, è necessario supportare in ogni modo le band emergenti, andando ai loro concerti, diffondendo i loro cd autoprodotti, acquistandoli quando si può, cioè contribuendo alla sussistenza di queste realtà. E' inoltre necessario che le band collaborino fra loro al fine di diffondere i valori dell'indipendenza musicale, per creare una comunità che è già presente in molti casi nelle scene locali (es: metà degli spettatori di un concerto suonano in altre band collegate in qualche modo a quel luogo).


AUTO-TUTELA DELLE BAND EMERGENTI

Non è strettamente necessaria una registrazione SIAE per tutelarsi, né per diffondersi nei negozi.

Per la tutela, basta autospedirsi una copia del proprio cd contenente tracklist con titoli dei brani, nome della band e tutto ciò che concerne il cd, come anche l'artwork della copertina: una volta ricevuto il pacco postale (munito di sigilli) non va assolutamente aperto, proprio perchè l'integrità del sigillo ha valenza legale in caso di contenzioso IN TRIBUNALE: vi avvertiamo che sono moltissimi gli avvoltoi pronti ad impadronirsi della vostra musica, quindi tutelatevi in questo modo!!

L'uso dei bollini marchiati SIAE (appiccicare i bollini sui cd anche se non si è registrati) vi permette di lasciare copie dei vostri cd in piccoli negozi (di cui magari si conosce il proprietario) e di poter ritirare quanto avete guadagnato dalla vendita dei cd (ovviamente tutti i particolari dovreste definirli voi, anche se è bene stare su prezzi decisamente abbordabili).
Il costo di questi bollini ( vi sono quelli per i cd in vendita e quelli per i cd omaggio) non è molto: per i cd in vendita è di 3 centesimi di euro per bollino, per i cd omaggio è ancora meno, ma ricordiamo che non vi tutela, di fatto. A questo aggiungiamo il consiglio di diffondere parecchie copie gratuite del vostro cd o di metterlo a disposizione sul vostro sito internet in modo da farvi conoscere, rendendo più facile tutto ciò che può avvenire dopo.

Questi due punti possono riguardare però band emergenti che non hanno ancora davanti un possibile contratto con un'etichetta. In caso di chi invece ha a che fare con cose ad un livello differente, la registrazione SIAE diventa necessaria.

QUI NON SI STA CONDANNANDO IL FATTO DI REGISTRARSI O MENO, un'istituzione tutelatrice degli artisti (in un sistema sociale che si basa sulle istituzioni) è utile.
MA DEVE TUTELARE, NON GUADAGNARCI E PROTEGGERE SOLO CHI E' FONTE DI GUADAGNI.
SIAE E' UNA LOBBY CHE IN PASSATO ADDIRITTURA DECIDEVA (TRAMITE UN PICCOLO ESAME MUSICALE) SE UN INDIVIDUO POTEVA ESSERE O MENO UN ARTISTA (un musicista; un cantautore; ecc.): nel presente non siamo al corrente se questo ancora avvenga...
Quindi, quando è necessario registrarsi, bisogna ricordarsi che non si sta facendo qualcosa da ipocriti, o da venduti: IL MIGLIOR MODO PER CAMBIARE QUESTO SISTEMA È CAMBIARLO DA DENTRO, quindi trovare il modo di avere la maggior esposizione possibile.
Non si può più infatti snobbare l'esistenza di un "mercato ufficiale": i circuiti underground soprattutto in Italia non funzionano, si ha poca diffusione e lo scopo di tutto questo si perde.

Il mercato deve essere lo strumento attraverso il quale la musica si diffonde, quindi è secondo ad essa: invece, allo stato attuale delle cose, la musica è concepita come fonte di guadagni, e il mercato ne è il beneficiario, e viene considerato come prima cosa importante.
La musica viene concepita come merce da vendere, e l'attuale comportamento SIAE ne è la prova.




IL PROBLEMA MAJOR LABEL / INDIPENDENT LABEL

Stare su un'etichetta indipendente vuol dire essere fighi? Stare su una major vuol dire essere venduti? Tutti questi stereotipi dimenticano una cosa fondamentale: la mentalità degli artisti. Se uno è un venduto già di suo, non ha etica artistica, della fama gli preme soprattutto il guadagno, sarà un venduto sia su major, sia su indipendente. Una band quando firma sia per una major, sia per una indipendente, deve mettere bene in chiaro che sarà la band stessa a decidere del proprio lavoro, mantenendo libertà e autonomia sul contenuto artistico. Le etichette discografiche devono essere mezzi per la pubblicazione della musica, al servizio dei musicisti.



IN OGNI CASO, E' IMPORTANTE DIFFONDERE, AD OGNI LIVELLO, LA CULTURA DELL'INDIPENDENZA MUSICALE E DELLA PRIORITA' DELL'ARTE RISPETTO AL MERCATO, RIDIMENSIONARE IN OGNI MODO IL POTERE DELLA SIAE, PER FARE IN MODO CHE SIA AL SERVIZIO DEGLI ARTISTI, E NON IL CONTRARIO.
ASSUMMA, SEI AVVERTITO.
pensiero astratto di mobbin ¦ commenti (2) ¦ commenti (2) (popup)

martedì, 10 gennaio 2006 ¦ Permalink
categoria :
Dopo il felice esperimento condotto questa estate, stiamo riorganizzando, reinventando, ridefinendo quella che avete conosciuto per poco più di 3 mesi come monxApunx.
Il segnale di monxApunx era stato infatti spento per ragioni legate a problemi tecnici e organizzativi, insomma, non riuscivamo più starci dietro, a registrare cose nuove, a fare dirette eccetera.
Consideriamo, noi del minuscolo staff di radio monxApunx quei pochi mesi come una prova generale per un progetto che rimarrà sempre piccolo forse, ma che per noi sarà sempre importante.

La radio verrà rilanciata sull'onda dell'iniziativa TOLLERANZA ZERO CONTRO SIAE, di cui potete leggere sul nostro bollettino ufficiale insaneasylum.splinder.com .
Questa sarà la prima di diverse azioni che verranno con ogni probabilità firmate da un nuovo COLLETTIVO MUKKIO CONFUSO, qualcosa di diverso dal Mukkio Confuso vero e proprio: un collettivo che includerà membri fissi e membri temporanei, che si incaricherà di diverse creazioni tra le quali - speriamo - anche quelle che caratterizzeranno Radio monxApunx.

Per concludere vi diciamo come sarà la radio così come si sono messe adesso le cose: sarà cazzeggio è vero, tanta musica di ogni tipo, aperta a tutti quelli che avranno da dire qualcosa, sarà punk nel senso di libertà.
Pralremo di cazzate e di cose serie; vi proporremo diverse idee e voi ci direte le vostre; noi tutti sentiamo che il 2005/2006 è e sarà un anno cruciale per i discorsi libertari, e questo è parte del nostro impegno.

solo un gran mukkio di persone / idee / emozioni...

                    Ci vedremo ... presto --teo
pensiero astratto di mobbin ¦ commenti ¦ commenti (popup)

martedì, 10 gennaio 2006 ¦ Permalink
categoria :
Da oggi riprende l'attività di Insane Asylum gente.
E Sapete come? Con la promozione di un'idea: quella di creare un collettivo, COLLETTIVO MUKKIO CONFUSO, che non c'entra molto con il Mukkio Confuso in sè, ma è smeplicemente un gruppo di amici a noi legati che si impegneranno saltuariamente con noi per certe iniziative.
Quali? Beh innanzitutto, il COLLETTIVO MUKKIO CONFUSO si occuperà di rimettere in piedi l'esperienza di radio MONXAPUNX,  webradio creata dal nostro frequentemente roadie Simone a cui hanno partecipato amici miei e di Lorenzo....e poi dell'inziativa TOLLERANZA 0 CONTRO SIAE, per la quale ringrazio: Evil, Daniele (il tenente) e ILMasTa per la collaborazione....
pensiero astratto di mobbin ¦ commenti ¦ commenti (popup)

giovedì, 22 dicembre 2005 ¦ Permalink
categoria :
22/12/2004 - quello fu il nostro primo concerto.
Esatto, l'anno scorso a quest'ora salivamo sul palco per fare gli ultimi soundcheck prima di fare il nostro ingresso dal vivo...un'esperienza abbastanza intensa potrei dire..insomma vivere in quella sorta di isolamento che è poi stato il nostro accompagnatore fino ad ora...sapete quel non avere altri che il tuo staff su cui poter contare sempre e comqunque in ogni situazione, non avere agganci ecc ecc...ma forse è proprio questo il bello.
pensiero astratto di mobbin ¦ commenti ¦ commenti (popup)

giovedì, 17 novembre 2005 ¦ Permalink
categoria :
Un anno fa.
Un anno fa era novembre. Faceva più freddo? Non ricordo.
Ricordo che avevamo appeso un annuncio che diceva che stavamo cercando un batterista e un bassista interessati , seri, esperti. Ricordo di una nostra amica (allora la conoscevamo appena) che ci aveva proposto di trovare lei un batterista. Così sabato 13 novembre Lorenzo andò a incontrarlo. Mercoledì 17 novembre provavamo come una band: in 4.
Un anno fa era mercoledì, oggi giovedì.
Un anno fa nascevano i CONFUSION IS NEXT, ed allora suonavamo le prime nostre canzoni con il sentimento dell'urgenza, di arrivare a completare entro dicembre, un po' in fretta e furia; non immaginavamo certo quel concetto che ci imponeva di diffondere lo spirito, ovvero SPREAD THE SPIRIT. Quelo venne dopo, e grazie a 'Spread' siamo riusciti asopravvivere un intero anno.
Ora...ora stiamo preparando LOST IN DARK DAYS (siete invitati alle prove in Sala 1, 16-18 FREQUENZE STUDIO Monza martedì prossimo) che sarà il nuovo cd in futuro...
ma ki lo avrebbe immaginato allora?

un anno fa, per sperare in molti anni come questo. teo.
pensiero astratto di mobbin ¦ commenti ¦ commenti (popup)

venerdì, 04 novembre 2005 ¦ Permalink
categoria :

ovvero quello attraverso il quale chi legge qui è arrivato
---------------------------------------------------------------------------
Indubbiamente CONFUSION IS NEXT è un nome sconosciuto.
Il nostro seguito se così si può chiamare consiste infatti in amici, conoscenti, amici di amici, altre band, semplici curiosi, perfetti sconosciuti, cani sciolti del web.
Tutto questo 'mukkio', per usare una parola a noi familiare, si muove attraverso una sorta di micro circuito underground, i cui fili sono proprio i rapporti personali che intracorrono fra i membri.
Il circuito è costituito, mantenuto, alimentato proprio da chi lo usa, da chi ne fa parte. Questo sistema per le band emergenti è una medaglia dalla doppia facciata: significa avere un seguito, ma essere sconosciuti al di fuori di esso.

Eppure il circuito alternativo sembra funzionare così bene. Così bene che nascono sempre nuove band, nuove compagnie, nuovi seguiti, nuovi mucchi. La dimostrazione che questo circuito ancora ancorato al rapporto personale è perfettamente funzionante sono i piccoli Centri Sociali Occupati Autogestiti. L'attività dei CSOA prova che il circuito può essere ampliato attraverso la cooperazione fra i vari membri.
Organizzare attività autogestite significa cercare di ampliare a macchia d'olio qualsiasi circuito, pur che piccolo esso sia.

CONFUSION IS NEXT, partendo dal Mukkio Confuso, si è servito del circuito underground per concerti e soprattutto per la diffusione del cd "Spread The Spirit", il cui titolo si riferisce proprio a questo: diffondere lo spirito che sta dietro il fare musica indipendente.

Ora le attività da proporre sono principalmente 2:

-la realizzazione di circa 100 copie gratuite di "Spread The Spirit", numerate a mano, in bustine di carta colorate, da distribuire ai concerti, per la strada, ovunque ce ne sia la possibilità;

-l'organizzazione di uno o due concerti autogestiti (per i quali stiamo incontrando non poche difficoltà, proprio perchè CERTA GENTE DI QUESTI CIRCUITI ALTERNATIVI SE NE FOTTE EGOISTICAMENTE) con altre band legate a noi appunto dal circuito composto dalle amicizie comuni, ecc. in uno spazio indipendente da qualsiasi ente ufficiale.

Spero così di cercare di allargare il nostro giro, il nostro circuito, all'insegna dell'autoproduzione e della collaborazione fra le aggregazioni.
L'ultima cosa che voglio ricordare è molto semplice:

LA PAROLA AUTOPRODUZIONE SI SCRIVE CON LA A CERCHIATA!!

chi ha anarchia per intendere intenda ehe, matteo
pensiero astratto di mobbin ¦ commenti ¦ commenti (popup)

venerdì, 04 novembre 2005 ¦ Permalink
categoria :

(Lo sappiamo che non si traduce così ma vi ricordate Wood? "i'm dementia and insane")
---> INSANE ASYLUM FUCK! ehm, no scusate F.A.Q. eheh.. <---

-------------------------------------------------------------------------------------------------

INSANE ASYLUM sarà il bollettino ufficiale dell'attività dei CONFUSION IS NEXT. In questo blog verranno inseriti articoli, pensieri, parole, azioni e rumori prodotte dai CONFUSION IS NEXT e dalle persone che sono più vicine alla band, come il Mukkio Confuso, oppure ancora altri amici/collaboratori in qualche modo collegati a noi.

Q: Perchè creare un "altro" bollettino/sito?
Non c'era già www.confusion.altervista.org?
A: Infatti il nostro sito principale rimarrà quello, e nella sezione news troverete ancora le info essenziali tipo live ecc. ecc... ma giusto quelle: dato che gli articoli (tipo LA NOTTE DELLA SCONFITTA) cominciavano ad essere troppo lunghi, si è sentita la necessità di uno spazio più agile da gestire e dedicato esclusivamente a questo.

Q: Che tipo di articoli, post ecc. verranno inseriti in I.A.?
A: In INSANE ASYLUM troveranno spazio tutti gli articoli strettamente legati la nostra attività musicale, ma anche articoli a sfondo, diciamo, polemico, critico, articoli contenenti il pensiero CONFUSION IS NEXT su tutto ciò che ci tocca. Ovviamente tutto sarà scritto con l'autoironia che ha sempre caratterizzato la sezione News, e non mancheranno articoli demenziali.

Q: Perchè questa necessità? Non basta la musica?
A: La musica rimarrà sempre il nostro campo principale. Ma è ormai importante dare la propria opinione su temi che toccano da vicino l'intero mondo della musica indipendente/emergente. Inoltre non è che una prosecuzione, un approfondimento della nostra attività musicale, sempre sul discorso dello sfogo delle proprie emozioni.

Q: Ultima domanda. (bene ehe!) Ma INSANE ASYLUM che cazzo significa?
A: Insane Asylum significa ospedale per pazzi. No, non "malati di mente":
pazzi (insane). Il nome è dovuto ovviamente alla nostra canzone, importante innanzitutto perchè è la prima canzone che abbiamo provato tutti insieme come band, ma anche perchè, nel testo, si esprime la generale insofferenza verso ogni costrizione e la ricerca della libertà minima necessaria, "a place with much more sky/we could not deny/the most likeable place we want to be in", proprio come un depresso, un "pazzo" guarda fuori dalla finestra del suo istituto, sognando di essere fuori; proprio come chi non si sente a proprio agio nella società dell'ambiente in cui vive, e vorrebbe fuggire. Ultima cosa: il titolo è tratto dal fatto che il testo è stato scritto dopo diverse visioni di un video dei Sonic Youth (minkia ancora loro? ma allora sei fissato! chiamiamo il manicomio!!) cioè "Candle" che guardacaso è stato girato proprio in un "insane asylum".

PS: il fatto di chiamarlo asilo insano viene da una traduzione maccheronica della parola...ma assume un significato abbastanza spaventoso no? Sì, sì, anche idiota.

END OF FUCK!! Ancora? F.A.Q., così si scrive!!
Ma lo volete licenziare stò scribacchino?
(dal fondo della stanza: "scribacchino acchì?"....piccole risse nella mia mente, giusto a proposito di pazzi, finestre e fughe...eheh ci si vede)

-teo
pensiero astratto di mobbin ¦ commenti ¦ commenti (popup)